venerdì 19 marzo 2010

Pulizie di primavera

Non si fanno solo della casa, degli armadi, dello sgabuzzino...no... io non mi accontento. Le faccio anche nel mac. Così parto convinta dalle mail, ce ne sono che han 3 anni, varda qua che roba!!! Di lavori fatti e strafatti. Di pensrone che non sento più. Ecco. Le parole sul monitor fanno impazzire per un secondo l'orologio e BAM! MI ritrovo catapultata su quel sedile. Mi ricordo perfettamente la voce rotta, gli occhi lucidi; che bella scena. Peccato, non ci ho creduto mezzo secondo. I miei di occhi guardavano dritto in faccia, ma non trovavano niente. Lo sguardo che avrebbero dovuto incrociare era rivolto ad un punto qualsiasi del pavimento. I miei di occhi... quelli con cui leggo ora non son più gli stessi. Forse certe cose non le direi, di sicuro certe non le rifarei. Io però guardo ancora dritto in faccia.

Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo. Naturalmente andare avanti è un'infedeltà verso gli altri, verso il passato, verso una vecchia nozione di se stessi. Forse ogni giorno dovrebbe prevedere almeno un'infedeltà essenziale o un tradimento necessario. Sarebbe un atto ottimista, un atto di speranza, che garantisce fiducia nel futuro, la prova che le cose possono essere non solo differenti, ma migliori.

Nell'intimità • H. Kureishi

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