venerdì 30 luglio 2010

... di venerdì

Mi ritrovo come un "pochi" di venerdì fà da sola in ufficio. I muri intorno a me sono altri e con loro sono nuove anche le persone con cui condivido il mio lavoro. Le cose son cambiate e io con loro; l'ansia di essere un fallimento ha lasciato il posto ad una più "sana" ansia del chissa come andrà, a qualche soddisfazione e a qualche piccola vittoria. Se guardo fuori dalla finestra ci sono ancora due fiori di glicine. Son riusciti a resistere alla pioggia, al sole, al vento forti nella loro fragilità. Un poco più su c'è un cielo pazzesco e non vedo l'ora di uscire, salire in macchina, aprire il tetto e i finestrini e godermi la micro vacanza del weekend.

lunedì 26 luglio 2010

... e intanto fuori piove

Eterna presencia


No importa que no te tenga,
no importa que no te vea.
Antes te abrazaba,
antes te miraba,
te buscaba toda,
te quería entera.
Hoy ya no les pido,
ni a manos ni a ojos,
las últimas pruebas.
Estar a mi lado
te pedía antes;
sí, junto a mí, sí,
sí, pero allí fuera.
Y me contentaba
sentir que tus manos,
me daban tus manos,
sentir que a mis ojos
les dabas presencia.
Lo que ahora te pido
es más, mucho más,
que beso o mirada:
es que estés más cerca
de mí mismo, dentro.
Como el viento está
invisible, dando
su vida a la vela.
Como está la luz
quieta, fija, inmóvil,
sirviendo de centro
que nunca vacila
al trémulo cuerpo
de llama que tiembla.
Como está la estrella,
presente y segura,
sin voz y sin tacto,
en el pecho abierto,
sereno, del lago.
Lo que yo te pido
es sólo que seas
alma de mi ánima,
sangre de mi sangre
dentro de las venas.
Es que estés en mí
como el corazón
mío que jamás
veré, tocaré,
y cuyos latidos
no se cansan nunca
de darme mi vida
hasta que me muera.
Como el esqueleto,
el secreto hondo
de mi ser, que sólo
me verá la tierra,
pero que en el mundo
es el que se encarga
de llevar mi peso
de carne y de sueño,
de gozo y de pena
misteriosamente
sin que haya unos ojos
que jamás le vean.
Lo que yo te pido
es que la corpórea
pasajera ausencia
no nos sea olvido,
ni fuga, ni falta:
sino que me sea
posesión total
del alma lejana,
eterna presencia.


Pedro Salinas

mercoledì 21 luglio 2010

Orecchio Acerbo ha pubblicato un libro e Vinicio ci ha fato pure una canzone

Io li celebro con poche parole, doverose. Sembrano vivere di vita propria loro. A dirla tutta alle volte non è neanche un granchè come vita. Finisco in certi postacci maleodoranti, ce chi se li porta dietro per giorni. Loro poi si vendicano e si dispedono nei meandri della casa. Nel tragitto dalla camera alla lavatrice beh loro divagano. Mi son resa conto che me ne son spariti un pò, quando l'altro giorno ho aperto il cassetto e ne ho visto il fondo. Qui a casa tutti giurano di non averli visti. Io che li ho sempre trattati bene.. io che li aodoro. Prima ne ho ritorvato uno tutto solo, così triste, nero con due righine bianche. Chissà l'altro dove sarà. Forse dovrei appendere dei cartelli... o magari lo metto qui.
Se lo vedete in giro fatemelo sapere.

martedì 13 luglio 2010

Vorrei diventasse una rubrica

La rubrica "Donna Oggi"
La femminilità questa sconosciuta


L'altro giorno presa dallo sconforto son andata alla Rinascente, in profumeria, a prendermi un fondotinta. Si perchè nell'era dell'abbronzatura all over 365 giorni all'anno se sei normale sei out... se come me e tendi al rigor mortis si grida già allo scandalo. Mi aspettavano la Titty e la Syl. Finchè la commessa, gentilissima, mi riforniva di campioncini di creme che non userò MAI (si come quelle del post di prima) la Titty si prova un mascara. Pazzesco... il pennello è a forma di palla chiodata. Così quel briciolo di vanità/femminilità che alberga in questo corpo ha preso il sopravvento... LO VOGLIO!
Era tardi per cui ho detto... tornerò. Che dramma il reparto profumeria della Rinascente se hai la sindrome del criceto.
Ma torniamo a me: qualche giorno dopo vado per il mascara chiodato. Ovviamente sfatta da 8 fottute ore di lavoro, carica come un mulo fra borsa e computer, liquefatta dal caldo bastardo di questi giorni. L'unica cosa che volevo era il maledetto mascara, una parentesi allegra di inutile shopping e relativo sperpero di denaro e nulla più. Becco la commessa gentilissima dell'altra volta e le chiedo "Vorrei porvare qual mascara di cicciosblippo" e lei "Ti chiamo la mia collega che è esperta dei prodotti di cicciosblippo". Io nel mentre cammello in direzione espositore di cicciosblippo e da dietro una voce sgraziata mi saluta. Mi giro e voilà... la responsabile di cicciosblippo in tutta la sua strabiliante competenza. Le dico del mascara, lei mi illustra il prodotto, insiste per provarmelo anche se le ho detto di no in 800 modi diversi. Poi ad un certo punto dopo che le ho detto "ok lo prendo" lei mi fa "Sai io sono truccatrice, mi trovi il martedì, giovedì e sabato; ho girato tutto il mondo io e sono qui a pd perchè ho chiesto l'avvicinamento". Io già qua mi chiedevo "ma a mi cossa me ne ciava? damme sto mascara che vado casa". E lei "perchè ti vedo un pò trascurata, sai la pelle, il look, anche le sopracciglie sono fatte male!"
... COME SCUSA!?!??!!??!?!
L'ANGOLO DELL'AUTOSTIMA è OFFERTO DA CICCIOSBLIPPO E LA ZOCCOLA BIONDA!!!!
Questo cazzo di mascara mi è costato un'incazzatura memorabile, e l'ennesima botta mortale alla mia già moribonda autostima. Detto questo vorrei ringraziare la zoccola bionda responsabile di cicciosblippo, dalla voce stridente, dai capelli bruciati di tinta color paglia, dalle sopracciglia perfettamente disegnate con un'improbabile matita terra di siena su quella sua facciazza da culo.
É proprio una figata essere Donna Oggi.

p.s.
il fondotinta di ultima generazione che ho preso ha bisogno di una laurea in fisica per essere usato. Risultato ogni mattina assomiglio alla pimpa. Ho chiesto una terra/fard che non avesse brillantini. Risultato ogni volta che mi tocco la faccia mi ritrovo una mirrroball sulle mani. Cos'è che non ho capito?

La sindrome del criceto


"Uolt"... il personaggio che mi ha quasi convinto che forse non ho sbagliato del tutto lavoro con il suo stravagante ottimismo... dice di avere la sindrome del criceto.
Così prende giornali su giornali, riviste, libri, depliant, incarti di prodotti di ogni specie, immagini scaricate da internet e stampate, di tutto e archivia.
Archivia con pazienza, metodo, disordine e dedizione stipando ogni cm vuoto dello studio ste malloppe di carta.
E io sti mesi mi chedevo "ma chi glielo fa fare".
Poi prima mi fermo in erboristeria a prendere il regalo di compleanno per mio zio. Ovviamente c'era l'allegra sposotta di turno che doveva chiedere informazioni sulla crema più efficace per toglierle dai fianchi i cotechini ingurgitati durante l'inverno. Così ho avuto del tempo per guardare le confezioni dei prodotti esposti.
SBAGLIATISSIMO. Dovevo prendere solo il regalo di mio zio... sono uscita con 100 euri di creme che non userò mai... MAI... solo perchè avevano un bel pack.

... ho la sindrome del criceto.

lunedì 12 luglio 2010

... dei non giorni

Dei non giorni come oggi che anche se la luce fuori cambia... sembrano essere fermi e non passare mai. Con le sabbie mobili ai piedi.

domenica 11 luglio 2010

la domenica fa sempre male

Ho sempre pensato e sostenuto fermamente che la cosa migliore per me è stare zitta. Non condividere i miei pensieri con nessuno. Sopratutto a casa. Colpa mia che non mi so spiegare forse, fattostà che ogni volta che si parli di tempo o di "discorsi seri" mi ritrovo a farmi la solita domanda... "ma perchè cazzo ho aperto bocca?"

Oggi mi viene pure da chiedermi perchè cazzo sono così diversa da loro?
Cos'ho io che non va? Perchè non potevo essere meno complessa, più banale, più normale.
Perchè vedo cose diverse... sento cose diverse? Eppure son cresciuta qui.

L'unica cosa certa è che è sempre meglio che io stia zitta.

martedì 6 luglio 2010

Ognuno ha le sue Madeleine

Un paio di jeans... che ormai son a pezzi. Credo che fra un pò si strapperanno, anche loro. Mi son pure diventati larghi. Li ho tirati su dallo stendino e loro mi han trascinata nella macchina un paio di anni fa. La serie di semafori per arrivare e le corse anche se alla fine arrivavo sempre in ritardo. Ma andava bene così. Mi è costato caro sto bucato.

... direi che appena posso mi pago un "donno" delle pulizie.