lunedì 19 marzo 2012

L'arte di ascoltare

"La perdita della capacità di ascoltare è figlia della perdita della dimensione del silenzio, l'uomo moderno ha il terrore del silenzio. Il silenzio della mente è ormai un'espressione priva di significato, abbiamo dimenticato l'arte di quietare, quell'alveare delle mille api ronzanti che si annida nella nostra mente,sottoposta a un incessante bombardamento di messaggi, la nostra mente è una fucina di pensieri che lavora senza turni di riposo, abbiamo perso la capacità di rallentare, un attività mentale frenetica e dispersiva che invece di arricchire lo spirito ci affatica, ci confonde, seppellisce il nostro vero "io" sotto una cortina impermeabile di pensieri, immagini, fantasie e timori. Questo lavorio mentale ha luogo senza sosta, sicché i pensieri si sovrappongono l'uno all'altro spesso in modo conflittuale, ci fanno agitare per un non nulla, costruiscono pregiudizi e preconcetti, corrono affannosamente ad anticipare il futuro, restano amaramente attaccati al passato. Le esperienze passate sono sempre presenti per condizionarci anche se non ce ne rendiamo conto, al nostro fianco cammina il nostro passato, che ci imprigiona dietro celle prive di sbarre ma da cui è difficile evadere. Queste incrostazioni avvolgono l'io profondo e gli impediscono di emergere, lo soffocano, stordito dal rumore del chiacchiericcio mentale"

Plutarco

giovedì 1 marzo 2012

Stasera anche le stelle passano inosservate

A volte servirebbe avere come scusa l'ultima sigaretta
per rimanere fuori e finire il discorso che si è cominciato.
Mi ha osservata per tutto il tragitto servendosi di alberi e case
come fossero maliziosi ventagli dai quali fare capolino.
Una taglio dorato nel cielo, quasi una ferita nel blu profondo.
Stasera anche le stelle passano inosservate in confronto a lei.

O falce di luna calante
che brilli su l'acque deserte,
o falce d'argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

Aneliti brevi di foglie,
sospiri di fiori dal bosco
esalano al mare: non canto non grido
non suono pe 'l vasto silenzio va.

Oppresso d'amor, di piacere,
il popol de' vivi s'addorme...
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

G. D'Annunzio